"...
ritengo, invero con certezza, che in Lei viva un vibrante fermento
all'evasione da una realtà costrittiva, omologante, invasiva,
nemica del Suo intimo afflato lirico.
La Sua urgenza espressiva ora si dilata, per metafore, verso
orizzonti di bellezza estetica, primaria e fondante emanazione
di un'esigenza di ricostruzione pittorica tesa a superare, con
intima sensibilità, alcuni eccessi e stravaganze dell'arte
contemporanea, un'arte talora fragile, pretestuosa e, speriamo
pertanto, transeunte. La Sua denuncia artistica ammonisce quindi,
inequivocabilmente, dell'eterna fragilità della vita,
ancor più avvertita
in un contesto epocale, quale il nostro, i cui valori poggiano
prevalentemente su sovrastrutture mentali a fondamenta assai
precarie..."
E.
Dall'Ara (Critico d'arte) Forlì